Ieri era l’anniversario del nostro arrivo a Londra: sono passati sei anni. Rispetto all’anno scorso, non è cambiato un granchè, pandemia a parte.

La cosa che davvero è cambiata è che la Brexit è diventata realtà: le cose stanno andando così bene, che Ben Fletcher, il direttore delle politiche di Make UK, che rappresenta i produttori in tutto il Regno Unito, si è riferito al primo mese di Brexit come al quinto girone dell’Inferno di Dante.

Quest’anno potrei imbarcarmi nel lungo e costoso percorso (1330 sterline solo per fare domanda) per avere la cittadinanza e un bellissimo passaporto blu, ma per ora non ne sono poi così convinta.

Come tanti altri emigrati, non siamo andati in Italia nemmeno un giorno lo scorso anno, e non ci andremo a breve (l’ultima volta è stato a Novembre 2019). Ma non posso dire che mi manchi l’Italia in sè: mi mancano gli amici e i parenti.

E se fossi rimasta, o tornata a Milano, di certo non sarei stata in una casetta con giardino, gatti e scoiattoli, ma in un bel condominio, con un misero balcone quando va bene, coi vicini che fanno casino a qualsiasi ora.

Però se in tutta Europa e non solo c’è una bella crisi economica per via della pandemia, qui la crisi è peggiore per via della Brexit, e si inizia a sentirne gli effetti sul mercato del lavoro.

Vediamo come va nei prossimi mesi, ma le prospettive non sono esattamente rosee.