Quaranta sei è un numero un po’ cosi’, non sa ne’ di carne ne’ di pesce. E il bilancio della mia vita in questo momento è un po’ la stessa cosa, anche se su tutto ci sono dei piani per il futuro e la possibilità che, con molto impegno e un po’ di fortuna, si possano realizzare. Credo di averlo già detto, ma nel caso mi ripeto: l’Italia ci aveva tolto persino la speranza di poter realizzare certi progetti, qui invece quei progetti possono diventare realtà.
Non è un dettaglio: è una differenza fondamentale, è il motore di tutto quello che sto facendo, e il cuscino per tollerare qualsiasi avversità.

Qui può capitare di trovare un’offerta su LinkedIn, non credere ai propri occhi perché sembra fatta apposta per te e l’azienda “è una delle più grosse aziende nel mercato dei cosmetici, dei profumi e dei prodotti per la cura della pelle e dei capelli”, inviare il cv e ricevere una risposta in 25 minuti.
Affrontare un colloquio telefonico, poi 4 ore di colloquio di persona di cui 3 di test, e un altro colloquio di persona, sapere che sono andati bene, temere che, vista la forte concorrenza che c’e’ qui a Londra non mi avessero scelto e invece, surprise!, sembra che sia andata, ma attendo ancora conferma ufficiale, che forse arriverà proprio oggi.

La cosa buffa di tutto questo è che da qualche mese ho smesso di tingermi i capelli, e ora sono del mio colore originale, un po’ sale e pepe ma non cosi’ tanto come mi aspettavo. Oltre al risparmio di tempo e denaro, mi piace l’idea di mostrare la mia eta’, e visto che comunque continuo ad avere i capelli corti non si nota poi tantissimo. Insomma, apprezzo molto l’ironia del fatto che una persona coi capelli sale e pepe e che si trucca a malapena sia riuscita quantomeno a fare una buona figura in un’azienda di cosmetici.

Quest’anno mi sono fatta ben due auto regali: il primo mesi fa, e sono riuscita a farmelo in corner.
Non ricordo che giorno fosse, ma prima di partire, quando venire a vivere qui era più un’idea che altro, stavamo facendo un giro per quello che adesso è un Media World in stazione centrale a Milano, in uno dei reparti dove espongono televisori. In uno dei tanti stavano facendo vedere un concerto dei Muse all’O2 di Londra. Ricordo chiaramente di essere rimasta affascinata, essermi fermata a guardare e aver desiderato, se mai davvero ci fossimo trasferiti, di andarli a vedere proprio li’. E cosi’ sara’: il 15 aprile (tra una settimana!) andremo all’O2 a vederli in concerto, dopo mesi di attesa.

L’altro auto regalo è più prosaico: un nuovo portatile. Il mio Mac nero ha il monitor rotto da tempo, e faccio fatica a starci davanti per piu’ di un’ora senza poi avere problemi di vista. E cosi’, visto che comunque me lo posso permettere senza grossi patemi, anche grazie ai due aumenti di stipendio, ho deciso di prendermi un portatile nuovo.

Ci sono due cose che ho imparato su me stessa negli ultimi tempi: sono una drogata di cambiamento, e nonostante la fatica e lo stress, che con gli anni stanno diventando più pesanti, non riesco a stare ferma. Probabilmente sono una viaggiatrice seriale mancata.
E infine sto imparando anche che finora, forse per via della lingua, forse per via dell’ambiente nuovo, non sono stata del tutto me stessa con le persone con cui lavoro, e in generale con chi parla inglese. Sto re-imparando ad esserlo, perché mi fa stare meglio, perché ci ho provato e ho visto che anche le persone intorno a me lo apprezzano, perché sono più spontanea e a mio agio. Cercherò sempre di non offendere nessuno, e di tenere almeno un minimo conto delle differenze culturali, ma ritrovarsi è stato un piacere, e voglio continuare cosi’.

Infine, e poi la smetto, quest’anno ho voluto fare un esperimento, e ho chiuso la bacheca su Facebook, in modo da non far scrivere nessuno. Questo non per cattiveria, ma perché trovo molto difficile seguire tutti i messaggi di auguri se sono divisi, soprattutto per come li presenta Facebook, e soprattutto nella versione mobile. Spero che questo non crei troppi problemi, e mi scuso se dovessero essercene.

Happy birthday to me.