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I am not an early bird or a night owl. I am some form of permanently exhausted pigeon


Lavorare


11 Aprile 2015

Ho raccolto qui alcune considerazioni sparse sul lavoro, o almeno su quello che ho sperimentato di persona e su cui ho notizie abbastanza affidabili.

1) Sembrerebbe che non sia per niente facile licenziare un lavoratore permanent (il nostro tempo indeterminato) per motivi legati al lavoro stesso, ad esempio se il dipendente non fa il suo lavoro e/o procura dei danni all’azienda.

Sembra che come in Italia prima di licenziare qualcuno ci vogliono richiami orali, scritti, etc., e che le aziende sono restie a mettersi in mano agli avvocati per questo genere di cause. Se invece è l’azienda ad avere difficoltà economiche e vuole tagliare sui costi lo può fare abbastanza tranquillamente.

2) L’orario di lavoro, almeno per quanto riguarda me e la mia dolce metà, prevede meno ore del nostro (considerando che entrambi lavoriamo nell’IT): 9/17.30 per me, 8.45/17 per lui, con un’ora di pausa pranzo. Il modo di lavorare è tendenzialmente rilassato, e, al netto di scadenze o emergenze, quando scatta l’orario di uscita le persone fanno cadere la penna e se ne vanno (a bere una pinta in un pub, ma questo è un altro discorso).

3) Non esistono ovviamente i contratti nazionali, e quindi il contratto è personale e prevede tutte le norme e regole. Sia la mia dolce metà che io abbiamo tre mesi di prova, durante i quali non ci vengono pagati ferie e malattia, passati i quali abbiamo un preavviso di due mesi. Da quanto ho capito, nonostante tutto i contratti sono abbastanza standard per settore, nonostante appunto l’assenza di un contratto nazionale.

4) Ci sono un bel mucchio di regole sul lavoro che ti vengono servite in un comodo Welcome Book. L’abbigliamento è tendenzialmente formale, a parte la pausa del Casual Friday, non puoi usare il cellulare personale in ufficio, non puoi usare cuffiette per ascoltare musica, in generale gli uffici sono molto silenziosi. Nel mio caso infine ho un bellissimo blocco sulla navigazione su Internet, ma ho l’impressione che se lavorassi per un’azienda che fa sviluppo le cose sarebbero diverse (qui ci lavorano un centinaio di persone o più, e a parte me e altri due tutti gli altri non sono IT).

Non è il migliore dei mondi possibili, ovviamente, ma sinceramente apprezzo il fatto di non dover fare un collage tra il contratto nazionale e il mio contratto personale per capire i miei diritti e i miei doveri, tanto per cominciare, il fatto di avere chiare le regole interne, ma soprattutto l’orario ridotto e il generale rilassamento.

Poi anche loro sono pasticcioni e confusionari, mettono pezze e non sanno quello che fanno, ma questo lo racconterò magari in un altro post.

To work


11 April 2015

I have gathered here some considerations scattered on the job, or at least on what I have experienced in person and on which I have fairly reliable news.

1) It would seem that it is not at all easy to dismiss a permanent worker (our indeterminate time) for reasons linked to the job itself, for example if the employee does not do his job and / or causes damage to the company.

It seems that, as in Italy, before dismissing someone, it takes oral calls, writings, etc., and that companies are unwilling to put themselves in the hands of lawyers for this kind of causes. If instead the company has economic difficulties and wants to cut costs it can do it quite easily.

2) The working time, at least for me and my half, provides less hours of our (considering that we both work in IT): 9 / 17.30 for me, 8.45 / 17 for him, with an hour of lunch break. The way to work is basically relaxed, and, net of deadlines or emergencies, when the time comes out people drop the pen and go (to drink a pint in a pub, but that’s another story) .

3) There are obviously no national contracts, and therefore the contract is personal and includes all the rules and rules. Both my sweetheart and I have three months of probation, during which we are not paid vacation and sickness, after which we have two months’ notice. From what I understand, despite all the contracts are quite standard by sector, despite the absence of a national contract.

4) There are a lot of rules at work that are served in a convenient Welcome Book. Clothing is basically formal, apart from the Casual Friday break, you can not use your personal mobile phone in the office, you can not use headphones to listen to music, in general the offices are very quiet. In my case I finally have a wonderful block on Internet surfing, but I have the impression that if I worked for a company that does development things would be different (here we work a hundred people or more, and apart from me and two others all the others are not IT).

It is not the best of all possible worlds, of course, but I sincerely appreciate the fact that I do not have to make a collage between the national contract and my personal contract to understand my rights and my duties, to begin with, having clear the rules internal, but above all reduced hours and general relaxation.

Then they too are messy and confusing, put pieces and do not know what they do, but I’ll tell this in another post.

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