Oggi questo blog compie dieci anni. Dieci anni tormentati, cominciando da Splinder, come tanti altri, passando per altre piattaforme, con altri nomi, per approdare infine su un dominio dedicato con WordPress. Chiuso e riaperto tante volte, sono passati dieci anni ed è ancora qui.
È arrivato il momento di chiudere, ma stavolta sul serio.
Il blog rimarrà qui, ma è tanto che ci penso, e per me non ha più senso restare qui a raccontare i fatti miei. Avrebbe senso restare se avessi qualcosa di particolare da dire, se prendessi una strada precisa, anche tra le ultime di cui ho scritto (il make-up, le serie tv, le app per Android, la routine e le difficoltà di vivere a Milano) o anche se decidessi di integrare i post tecnici scritti altrove e scrivere di quello. Ma non è una strada che fa per me.
I blog si sono evoluti già da tempo, e sono ormai pochissimi quelli che hanno mantenuto la forma di diario. Molti diari sono diventati più che altro blog d’opinione, soprattutto quelli più seguiti.
Ma molti di quelli che, come me, hanno tenuto un diario semplicemente, senza avere mai tanto seguito, sono chiusi da tempo.
Il blog, nella sua accezione etimologica di diario, non ha più obiettivamente senso nemmeno per me.
È già tanto tempo che non racconto davvero quello che mi succede, le cose più importanti; ultimamente la cosa si è accentuata moltissimo, e scrivere è diventato sempre più difficile.
È arrivato il momento di dire: arrivederci.
Arrivederci perché non è detto che non aprirò un altro blog, su un altro dominio, con tutt’altra forma, e un preciso argomento. Ma non riaprirò questo.
Grazie a chi ha continuato a seguirmi negli anni, che è sempre un piacere sapere che c’è qualcuno che legge quello che scrivi.
E, quindi, arrivederci, e buon decimo compleanno, blog.