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#185 – Ma comunque auguri

Ho sempre trovato la festa della mamma e quella del papà abbastanza insulse, già da quando alle elementari ci facevano fare gli orribili bigliettini per l’occasione. Col tempo le cose sono peggiorate: il bombardamento commerciale quest’anno è iniziato almeno un mese prima, con la conseguenza di darmi ancora più fastidio del solito.
Con questo non voglio dire che non va bene fare gli auguri alla propria madre e a tutte le madri, ma che preferisco pensare a quelli che la madre non ce l’hanno, o non l’hanno mai conosciuta, e a tutte quelle donne che avrebbero voluto essere madri ma non hanno potuto, che lo vorrebbero essere ora ma non possono. Ma anche a tutti quelli per cui la madre è stata e magari è ancora un assillo, un esempio negativo da cui emanciparsi a fatica, se non un vero e proprio danno; o a quelli che ogni giorno devono badare a una madre anziana, che soffre una delle malattie tipiche dell’età.
Magari dedicare un pensiero anche a loro, invece di esaltare le madri come se fossero esseri soprannaturali e soprattutto come se essere madre fosse il fine ultimo di ogni donna, e se non lo sei sei una minorata, potrebbe riconciliarmi un minimo con una festa del genere.

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