xlthlx

I am not an early bird or a night owl. I am some form of permanently exhausted pigeon


#63 – La Cina è vicina


09 Gennaio 2014

Leggendo questo interessante articolo a proposito della sperimentazione animale nello sviluppo di nuovi farmaci, mi è venuto in mente un dettaglio a proposito della cosmetica: la Cina non autorizza la vendita di prodotti per la cura personale e di bellezza che non sono stati testati su animali. Essendo la Cina un mercato piuttosto vasto, chiaramente fa gola a moltissimi marchi, tra cui anche quelli che storicamente sono cruelty-free come Urban Decay. E infatti tempo fa era scoppiato un incidente diplomatico quando avevano deciso di entrare nel mercato cinese; cambiamento che poi avevano deciso di non fare (per la mia gioia, visto che è un marchio che ha molti prodotti decisamente buoni, anche se gli INCI non sono meravigliosi).
E’ vero che in Europa da marzo 2013 i test animali per i cosmetici sono stati aboliti, ma questo non vuol dire che gli stessi marchi non lo facciano all’estero. E, a mio modestissimo parere, non c’è più nessuna necessità di farlo, tanto quanto non andrebbero più prodotte pellicce: sono pratiche medioevali che non hanno più senso di esistere.
Ho dunque cercato una fonte per avere un elenco delle aziende cruelty-free, e quella della PETA mi sembra abbastanza affidabile.
Guardando i PDF che sono riportati nella pagina della PETA, ho notato che c’è una simpatica coincidenza tra le aziende che non sono cruelty-free e la presenza nei loro prodotti di pessimi ingredienti. Attenzione, questo non vuol dire che quelli che sono cruelty-free hanno INCI impeccabili; come al solito gli ingredienti di quello che si acquista vanno controllati.
C’è anche una certa corrispondenza tra le aziende che producono prodotti bio/vegan, il cruelty-free, e la mancanza di ingredienti che possono nuocere alla salute e/o fare allergia.
Un buon vademecum di questo genere di aziende può essere Ecco Verde, che riporta regolarmente gli INCI dei prodotti e ne ha parecchi.
Il consiglio che voglio dare, prima di tutto a me stessa, è, al di là delle mode, delle ideologie, degli estremismi, delle polemiche, di cercare di privilegiare un certo tipo di prodotti piuttosto che altri, quando facciamo i nostri acquisti.

# 63 – China is near


09 January 2014

Reading this interesting article about animal experimentation in the development of new drugs, I came to mind a detail about cosmetics: China does not authorize the sale of personal care and beauty products that have not been tested on animals. Since China is a fairly large market, it clearly appeals to many brands, including those that are historically cruelty-free like Urban Decay. And indeed, a diplomatic incident erupted some time ago when they decided to enter the Chinese market; change that they then decided not to do (to my delight, since it is a brand that has many products very good, even if the INCI are not wonderful).
It is true that in Europe since March 2013, animal tests for cosmetics have been abolished, but this does not mean that the same brands do not do it abroad. And, in my humble opinion, there is no longer any need to do so, as furriers would no longer be produced: they are medieval practices that no longer make sense to exist.
I therefore looked for a source to get a list of cruelty-free companies, and that of PETA seems to me quite reliable.
Looking at the PDFs on the PETA page, I noticed that there is a nice coincidence between companies that are not cruelty-free and the presence in their products of bad ingredients. Beware, this does not mean that those that are cruelty-free have impeccable INCI; as usual, the ingredients of what you buy must be checked.
There is also a certain correspondence between the companies that produce organic / vegan products, the cruelty-free, and the lack of ingredients that can damage health and / or make an allergy.
A good vademecum of this kind of companies can be Ecco Verde, which regularly reports the INCI of the products and has several.
The advice I want to give, first of all to myself, is, beyond fashions, ideologies, extremisms, controversy, to try to favor a certain type of products rather than others, when we make our purchases.

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le trecce di xlthlx

22 April 2019

Does our culture over-prize motherhood? Yes – and it has become worse, we’ve slid backwards. Motherhood is thought of as a choice but some people have that choice taken away. I’m always shocked when people ask: “Have you got children? Why not?” I’ll think: I don’t want to explain that to you. Or: “You’d make […]

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