2013
Finalmente anche quest’anno sta per finire.
Ormai non ricordo più da quanti anni, la fine dell’anno è tendenzialmente una benedizione, un modo per dire punto, accapo, speriamo che vada meglio.
Tutto sommato è andato un filo meglio del 2012, lo ammetto.
E’ stato pur sempre l’anno in cui siamo andati a Londra, dove ho lasciato il cuore, e prima o poi vado a riprendermelo (e non torno indietro).
Tuttavia gli ultimi due mesi sono stati un incubo che mi sarei risparmiata volentieri, e che invece mi sono dovuta sorbire.
Ho imparato però alcune cose importanti, che non voglio dimenticare.

Non esiste il meglio di niente, esiste soltanto il minimo sindacale della decenza. E questo minimo sindacale non deve essere poi così in basso. Esempio pratico: non puoi cominciare un rapporto di lavoro con una azienda che ancora prima di assumerti ti fa un clamoroso voltafaccia.

La giustizia in Italia è molto, ma molto peggio di quanto non si creda, o non si possa evincere dalle notizie che riguardano gli altri; nel momento in cui capita a te, purtroppo ti rendi conto di che abisso di disorganizzazione e burocrazia inutile se non dannosa sia il sistema giudiziario, e di come sia nauseante averci a che fare.
Quindi, a meno che non sia strettamente necessario, non imbarcarti mai più in nessun tipo di causa. Strettamente necessario non comprende cause civili per denaro che non hai ricevuto; il fatto di perderlo ti fa guadagnare molto in salute. Si, certo, chi te li deve la passerà liscia, ma non è affatto detto che facendogli causa non la passerà liscia lo stesso, e nel frattempo tu ci avrai perso tempo, denaro, e salute.

In generale, se hai qualcosa che non rientra nelle malattie più comuni, i medici, anche quelli specialistici, non ci capiscono proprio niente, e non sono degni della benché minima fiducia. Questo perché non sono minimamente capaci di ascoltare, quando le diagnosi invece andrebbero fatte prima di tutto ascoltando attentamente il paziente. Se il paziente è donna, e il medico uomo, è anche peggio. Hint: la medicina è una scienza sperimentale, non è matematica.
Ci ho capito più io del mio mal di schiena degli 8 specialisti che mi hanno visto, e non è una questione di sanità pubblica vs. privata. Se quest’anno sono stata un filo meglio, non lo devo di certo a un medico.

Addio, 2013, a mai più rivederci, riposa in pace.