Sabato scorso, il 23 marzo, sono andata a ritirare una raccomandata che era arrivata il 19/03/2013.
Convintissima che fosse uno dei (sic) tre CUD per lo scorso anno, mi sono ritrovata invece davanti una sorpresa: era l’ospedale Niguarda che mi scriveva.
“Oggetto: Accesso al pronto soccorso del 02/08/2012.
Gentilissimo utente,
in riferimento a quanto indicato in oggetto si comunica che, come previsto dalla Delibera della Giunta Regionale dn. IX/3379 del 09.05.2012, per le prestazioni erogate in regime di Pronto Soccorso ospedaliero, che non rivestono carattere d’urgenza, valutata dal medico del Pronto Soccorso e codificate dallo stesso con il codice bianco, gli assistiti sono tenuti al pagamento di una quota fissa pari ad € 25.00.
[…]
Ci duole informare che, in caso di inosservanza di quanto sopra indicato, l’Azienda procederà al recupero delle somme dovute, comprensive di interessi, mediante soggetto terzo (Equitalia Servizi SpA) a ciò appositamente autorizzato.”
Nella busta, un bellissimo bollettino postale in parte compilato a mano, unica modalità di pagamento possibile.

Ci ho messo un po’ a capire, e confesso che ho capito bene come stanno le cose soltanto leggendo direttamente la delibera. Il verbale di Pronto Soccorso che ho in mano dice che il mio era un codice verde. Ma la delibera stabilisce delle norme per cui invece il mio è diventato un codice bianco. Ecco perché, nonostante il fatto che quand’ero lì il 2 agosto ho chiesto più di una volta se c’era qualcosa da pagare, e allora non mi hanno fatto pagare nulla, invece adesso mi hanno mandato la lettera di cui sopra.
Ovviamente ho pagato non appena possibile.

Ringrazio soltanto di non aver deciso di andare al pronto soccorso il mese scorso, quando ho avuto di nuovo mal di schiena.