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I am not an early bird or a night owl. I am some form of permanently exhausted pigeon


Un giorno credi


04 Giugno 2011

In un sabato mattina di pioggia, di un giugno che crede di essere settembre, dopo due giorni passati a casa, quando dovrei lavorare per non trascinarmi cose che poi mi si ritorcerebbero contro, mi capita di ricordarmi del mio blog.

Manca ancora il tastino q dal mio cellulare, e si, ormai sono due mesi che ho iniziato il nuovo lavoro.
Come va? E’ ancora presto per dirlo, sinceramente. E continuo, durante questo anno terribile, a non aver desiderio di sbilanciarmi. Potrebbe ancora ribaltarsi tutto, con mio grande dispiacere.
Nel frattempo, in questa città che non si smuove da quando sono venuta ad abitare qui nel 1999, è successo che abbiamo un nuovo sindaco, e anche qui incrocio le dita, sperando che almeno qualcosa cambi.
C’è stato anche il WordCamp, e, per la prima volta da quando ci vado, sono riuscita ad essere presente anche il venerdì.
E’ stato, come sempre, molto interessante, ho collezionato una serie di presentazioni molto utili, visto persone che non vedevo da un po’ e che mi ha fatto piacere vedere.

Non ho più tanta voglia di raccontarmi. Una cosa di sicuro mi pesa: è evidente che le mie azioni social sono drasticamente scese, e che l’impressione anzi sia che ci sia gente che proprio mi evita.
Magari è solo quella paranoia che hanno tutti nell’universo (semicit.), magari no.

Poiché non è qualcosa che si può dimostrare, e visto che le mie intuizioni di solito non sono sbagliate, preferisco starmene in silenzio. Uso abbastanza spesso Twitter, condivido sempre quello che penso che sia degno di nota su Google Reader, ma non molto di più.

Leggo molto online, ma molti pochi libri; e non c’è niente da fare, questo fatto sta condizionando sia la mia voglia di scrivere sia il mio linguaggio, scritto e parlato, che si è drammaticamente impoverito.

Non ci tengo più particolarmente ad esprimere la mia opinione, anzi, tendo a non esprimerla quasi mai.
Esprimerla pubblicamente anche meno.

Infine, spesso e volentieri non ho tempo per fare quello che dovrei, che vorrei, o anche soltanto per riposarmi.
Scrivere sul blog è diventato sempre di più un lusso.

Insomma, tutto sommato, avere un blog per me non ha più nessun senso; se resta qui, è solo perché ci sono affezionata.
Quello che vorrei, e che spero di riuscire a fare, è invece scrivere per il mio blog tecnico, chiamiamolo così, nella speranza che sia utile a qualcuno.
Perciò, anche se siamo a metà anno, direi che il mio buon proposito per quest’anno è ricominciare a scrivere lì.
Se c’è ancora qualcuno all’ascolto, sapete dove trovarmi.

 

One day, you believe


04 June 2011

On a Saturday morning of rain, of a June that believes to be September, after two days spent at home, when I should work not to drag things that would then come back to me, I happen to remember my blog.

I still miss the “q” key from my cell phone, and yes, now it’s been two months since I started the new job.
How are you? It’s still early to say, honestly. And I continue, during this terrible year, not to have the desire to unbalance me. It could still overturn everything, to my great displeasure.
Meanwhile, in this city that has not moved since I came to live here in 1999, it happened that we have a new mayor, and even here I cross my fingers, hoping that at least something changes.
There was also the WordCamp, and, for the first time since I went there, I managed to be present on Friday.
It was, as always, very interesting, I collected a series of very useful presentations, seen people that I had not seen for a while and that I was pleased to see.

I no longer want to tell me. One thing certainly weighs on me: it is clear that my social actions have fallen dramatically, and that the impression is indeed that there are people who just avoid me.
Maybe it’s just that paranoia that everyone in the universe (semicit.), Maybe not.

Since it is not something that can be demonstrated, and since my intuitions are usually not wrong, I prefer to be silent. I use Twitter quite often, I always share what I think is noteworthy about Google Reader, but not much more.

I read a lot online, but many few books; and there is nothing to do, this fact is conditioning both my desire to write and my language, written and spoken, which has dramatically impoverished.

I do not particularly care about expressing my opinion, on the contrary, I tend not to express it almost never.
Express it publicly even less.

Finally, I often do not have time to do what I should, what I would like, or even just to rest.
Writing on the blog has increasingly become a luxury.

In short, all in all, having a blog for me no longer makes any sense; if you stay here, it’s only because we are attached to it.
What I would like, and I hope to be able to do, is instead to write for my technical blog, let’s call it that, in the hope that it will be useful to someone.
Therefore, even if we are half-year old, I would say that my good intention for this year is to start writing there.
If there is still someone listening, you know where to find me.

& Nbsp;

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