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E’ ora di finirla

Ogni giorno, già da qualche tempo, faccio il riepilogo di come stanno i miei amici, come fosse un bollettino di guerra.

Alcuni di loro cercano disperatamente un lavoro e trovano offerte come 1 mese di contratto non rinnovabile.
Altri che sono senza lavoro e non trovano nemmeno quelle offerte.
Altri non superano il periodo di prova, senza tanti perché.
Altri a cui rinnovano il contratto, naturalmente precario, per due, tre mesi alla volta.
Altri a cui non pagano lo stipendio da uno o più mesi (o il TFR da 9 mesi, come nel mio caso).
Altri a cui viene detto che le fatture verranno pagate a 180 giorni, forse.
Altri, non avendolo mai fatto prima, che si vedono costretti ad andare dall’avvocato.
Altri che si ammalano perché tutti i santi giorni si fanno il fegato marcio sul lavoro.
Altri che la cui vita viene stravolta perché qualcuno, che non sa da che parte è girato, decide per loro.
Altri che da un giorno all’altro di trovano per strada perché non ci sono i margini.
Altri, infine, che hanno sempre pensato che la parola mobbing fosse un’esagerazione, e adesso invece sanno benissimo cos’è.

Tutte persone preparate, in gamba, intelligenti, che hanno voglia di imparare, con esperienza o meno.

E’ ora di svegliarsi: tutto questo non è colpa della crisi.
Tutto questo non è cominciato oggi, e nemmeno ieri.
Tutto questo è colpa di chi ci gestisce, e non parlo di chi sta al governo:
intendo proprio chi siede non molto lontano da noi tutti i giorni.

Quelli che non sanno cosa voglia dire dialogare.
Quelli per cui la parola pianificazione sta a significare l’insieme delle operazioni per realizzare un prodotto alimentare a base di farina.
Quelli che nell’arroganza ci sono caduti dentro da piccoli.
Quelli che, anche se hanno studiato per anni, hanno l’ignoranza radicata nelle ossa.
Quelli per cui coordinare significa abbinare il colore dei vestiti.
Quelli che credono che fare un contratto* di lavoro con qualcuno voglia dire concedere dall’alto della loro magnificenza del denaro, loro che sono così generosi, in cambio di una schiavitù.
Quelli che hanno fatto del familismo amorale il loro stile di vita.
Quelli che, oltre ad essere stupidi, sono stronzi** e pure insicuri, in una perfetta miscela esplosiva.
Quelli che lo so che li conoscete anche voi, e sapete benissimo di cosa sto parlando.

Quelli che, per quanto mi riguarda, è ora di finirla.
E non vi illudete: non se ne andranno da soli, non si rovineranno da soli, non ve ne libererete facilmente.
E’ ora di finirla, ma soprattutto, è ora di svegliarsi.

*le parole sono importanti. perciò ricordarne il significato è sempre utile: “regolamento di interessi che trae la sua forza vincolante dall’accordo di coloro che lo stipulano”
**per questo francese in questo caso non solo non chiederò scusa, ma ritengo che sia assolutamente dovuto.

Discussione

  1. Ognuno come può, perché le ricette valide per tutti non esistono. Per esempio, andandosene dall'Italia. Oppure, cambiando tipo di lavoro, ovviamente valutando se quello che si va a fare ha senso. Mettendosi in proprio (si, con tutti i rischi che comporta, chiaro). Magari ci sono soluzioni che non riesco nemmeno a immaginare, e che potrebbero essere utili, ma rimanere immobili dove si sta è di fatto una scelta e non è una soluzione.
    Magari discuterne insieme è già qualcosa.

  2. Mi pare di avere gli stessi amici, e nelle tue parole vedo anche me stessa. Posso condividere questo tuo post, che è veramente bello?

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