Quand’ero ragazza ero abbastanza carina; adesso sono più verso il cesso a pedali.
Ma la differenza è che prima non mi interessava granché essere bella, adesso invece è diventata una specie di ossessione.
E più cerco di essere carina e curata, più mi sembra di essere brutta.
Anche perché se da giovane potevo ancora sperare di migliorarmi, adesso di sicuro vado verso il peggio.
Cos’è cambiato?

Probabilmente prima mi dicevo:  tanto io sono intelligente, e faccio di tutto per esserlo di più.
Ok, al 40esimo anno di età posso tranquillamente dire che sono intelligente quanto bella, cioè non un granché.
Potrei dirmi: tanto io sono in gamba, ma non ricordo di ricevere soddisfazioni lavorative da quand’ero nel Klondike (di quelle extra lavoro è meglio che evito anche solo l’accenno).

La verità è che quello che mi sono sempre detta davvero è: tanto io ho un altro scopo.
Quello che è successo in questi anni è che a furia di compromessi il tasso di ribasso è diventato troppo alto, e con questo ho di fatto abbandonato tutti i miei sogni e tutti i miei scopi.
Ho abbandonato persino l’idea di avere un sogno o uno scopo.

Non c’è futuro, non c’è speranza, o perlomeno io non vedo un futuro e con questo ho perso anche la speranza.
E non sto parlando di chissà quali scopi o sogni, intendiamoci.
Non si tratta della pace nel mondo; erano cose molto più alla mia portata.
La differenza è che ora non lo sono più, nemmeno per sbaglio.
Oppure la differenza è che io credo che non lo siano più; ma c’è differenza?

E quindi mi arrovello sul qui ed ora, credendo che essere bella sia indispensabile per essere felice.
Spostamento, lo chiamano: occuparsi di qualcosa di più innocuo per non occuparsi della vera ragione.
Però non mi convince: a me sembra che, da qualsiasi lato guardo la questione, mi viene solo una gran depressione.

Vorrei soltanto, come prima, una bella e convincente ragione per fregarmene.