E’ da quando è iniziato il nuovo decennio che cerco nella mia memoria una frase che avevo annotato mentalmente tanti, ma proprio tanti anni fa.
Una di quelle considerazioni che mi hanno guidato per tutta l’esistenza fino a qui, nel bene e nel male.
ro sicura dell’autore, ma non della fonte esatta, e continuavo a girarci intorno senza successo.

Stamane l’ho trovata. Mi guardava dalla prima pagina di un libro, pronta a farsi riscoprire.
Proprio oggi che, dopo un anno iniziato bene, le cose non sono proprio rosee, la mia mente non è molto fresca e non vedo il futuro con ottimismo.
Ma certe parole sono come un balsamo per l’anima, e vale la pena custodirle come un dono.

Eccole, sperando che vi siano gradite.

Se mi volgo a guardare la mia vita passata con gli occhi di un estraneo essa non mi appare particolarmente fortunata. Ma ancora meno potrei chiamarla sfortunata, nonostante tutti i miei errori. E però è un po’ sciocco, in fin dei conti, porsi simili domande su fortuna e sfortuna, perché credo che mi costerebbe maggiormente disfarmi dei miei giorni più infelici che di tutti quelli sereni.

Hermann Hesse, Gertrud